Vincenzoromor’s Weblog


Il Territorio pordenonese
Il territorio appare come una entità astratta che occupa posizioni  di rincalzo senza evidenti punte di attenzione, audience e  consenso. E’ il luogo dove si fa sanità senza ritorno di immagine , dove si fa sanità senza una struttura urbanistica ben connotata in più  piani con tante persone , con tanta tecnologia , con tanti infermieri ,con tanti medici. Gli operatori medici e/o infermieri vanno a casa del cittadino , permettono il mantenimento di una persona ammalata nel proprio domicilio, organizzano percorsi di salute per malati cronici , terminali , neoplastici, ecc.   quando la superspecialità e la alta tecnologia  dell’ospedale hanno finito il loro compito di cura degli acuti.Oggi ci sono tanti anziani e tante persone ammalate di tumori a lenta progressione e di patologie degenerative che sopravvivono a lungo. Ci sono patologie che hanno bisogno di pochi interventi ospedalieri ma di importanti interventi di assistenza medico infermieristica che deve essere erogata a casa della gente .E tutto ciò purtroppo non appare. E i parenti di questi ammalati vengono a conoscere il bisogno di assistenza territoriale solo quando  l’ospedale dichiara svolto il proprio compito attraverso la dimissione del paziente.La sanità è un sistema complesso in continua evoluzione che necessita di puntualizzazioni e tarature continue . L’ospedale e il territorio fanno parte dello stesso sistema che deve programmare in maniera sinergica l’offerta di assistenza al cittadino che va dalla fase dell’acuzia al recupero , alla riabilitazione , al mantenimento  dello stato di salute e , nella peggior delle ipotesi, alle cure palliative e all’assistenza al percorso terminale della vita.Tutti condividono l’assioma che non può esistere un ospedale forte senza un territorio forte ma pochi si occupano di programmare il sistema perchè vada in questo verso. L’ospedale crea immagine e consenso, il territorio non si vede e quindi non paga come ritorno di immagine e nessuno lo difende .La parte operativa del territorio è il distretto che offre servizi alla persona sotto la regia del Medico di Medicina Generale che integra e collega l’offerta a secondo del bisogno in forme di assistenza che vanno dal ricovero ospedaliero ai semplici bisogni burocratici. In quest’ottica è logico pensare alla centralità della persona ,dell’ammalato  che  attraverso il territorio riceve risposte alle sue richieste di bisogno di salute con un sitema integrato di servizi che va dal sanitario al sociale , mentre se prevale il concetto si sitema ospedalocentrico le risposte saranno per forza solo singole ed esclusive al problema principale, perdendo la visione d’insieme della persona.Il dogma del territorio è di mantenere il cittadino nel proprio domicilio il più lungo tempo possibile. E solo nel  momento in cui ciò non sia più possibile  bisogna pensare a soluzioni diverse come ospedali di comunità, RSA, Lungo Degenze, Case di riposo .C’è bisogno di  un cambio di rotta  deciso che  ripensi a scelte politiche tese a valorizzare il lavoro che viene fatto sul territorio riconoscendogli l’importanza che ha e che potrà uleriormente avere nella gestione del percorso di bisogno di salute del  cittadino .Sono i  MMG i veri artefici di questo percorso , il filtro, la barriera ,i guardiani ( gatekeeper). Occorre metterli in condizioni di lavorare bene.  Ci vogliono idee, programmi ed energie per  supportarli davvero con scelte coraggiose. Devono essere valutate con massima attenzione le strategie di un programma sanitario che veda con prospettive diverse i bisogni sempre più crescenti di salute del cittadino  legati insieme in un processo che comprende una sempre maggior tecnologia, l’ aumento della speranza di vita ed il mantenimento dell’autosufficienza dell’anziano .Non è più possibile  accettare proposte di rinnovi programmatici delle aziende ospedaliere senza un coinvolgimento delle strutture territoriali .Sono destinate al fallimento le iniziative che prevedono  segmenti di cura senza un coinvolgimento generale del sistema.  Non concertare con il territorio il percorso di salute  dell’ ammalato ancora una volta significa il distacco totale del sistema con gravi ripercussioni sulla qualità totale del lavoro.Un buon lavoro di collaborazione tra MMG e Ospedalieri aiuta moltissimo è può essere l’occasione per cambiare veramente.Bisogna cambiare mentalità e cercare di valorizzare al massimo il sistema di medicina territoriale che attraverso una accurata valutazione del bisogno e una precisa informazione  filtra le richieste improprie ,; attraverso una collaborazione con il collega specialista dà migliori risposte di qualità e riduce i tempi di attesa; attraverso la presa in carico del paziente post acuto  decongestiona la struttura ospedaliera e  offre al paziente un rapido inserimento  nel proprio ambiente sociale ed affettivo con miglioramento della “complaiance”.Tutto ciò si tradurrà in un aumento della qualità con risparmio anche economico.Infatti le strutture sono già esistenti ; il territorio ha una organizzazione già presente in maniera capillare che deve essere solo messa in grado di operare in maniera più logica secondo le necessità  del momento rispondendo al concetto della dinamicità del bisogno. In più se il sistema si collega in rete e si modifica  secondo le necessità si potrebbe ottenere un servizio adeguato in tutta l’area vasta e  rimodellando l’offerta si può ottenere l’eccellenza in tutti i servizi  che caratterizzano la filiera dell’assistenza .Lo stesso metodo potrebbe esser esportato in tutta la regione.

1 Commento finora
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Immagino che gli MMG siano delle figure particolari nel sistema, ma non essendo del settore mi piacerebbe sapere chi siano
patrizia

Commento di patrizia priorini




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