Ora parliamo di nuovo ospedale o di ospedale ristrutturato.Abbiamo sostenuto da sempre che non bisognava fare esclusivo riferimento alla operazione economica ma era necessario valutare molti altri aspetti .Infatti le moderne strutture hanno una concezione completamente differente dall’esistente, con logiche diverse per un diverso uso dei servizi .La ristrutturazione dell’ospedale non è in grado di dare impulsi di novità . Da sempre abbiamo visto cantieri aperti in questo ospedale e continueremo a vederli se non si procede con un radicale intervento.La ricostruzione dà la possibilità di superare certi limiti che mai la ristrutturazione riuscirebbe . Pensiamo all’ organizzazione dei servizi. Ormai è accettato da tutti che la divisione per reparti sia superata e ponga limiti al trattamento multidisciplinare del malato.Il paziente si muove con difficoltà in tale struttura caratterizzata da ampi e inutilizzati spazi e da lunghi e dispersivi corridoi di collegamento . Quindi scarsa fruibilità Ma non solo i pazienti hanno problemi nel muoversi , anche il personale soffre questa difficoltà di collegamento interno. Le dimensioni della struttura non sono più adeguate ai nuovi bisogni di assistenza e di interventi sanitari. E l’edificio non è in grado di offrire una sufficiente attenzione all’aspetto umano e alla dignità del malato . Ci vuole uno spazio adeguato con minimi confort ( climatizzazione, servizi igienici adeguati , privacy) e con aree comuni per i momenti di socializzazione ( visite, informazione, ristoro…) . Quanto detto giustificherebbe la realizzazione del nuovo progetto . Se poi i risultati dell’indagine dimostreranno che per motivi di sicurezza dovremmo abbandonare dei padiglioni e costruirne degli altri non si tratterà più di una ristrutturazione ma di una ricostruzione sullo stesso sito. Cadrà la logica del risparmio .E la riflessione andrà a porsi non tra il nuovo e il ristrutturato ma tra i siti che potranno accogliere il nuovo. La complessità del problema porta ad interessare diversi aspetti che spaziano dall’innovazione del sistema sanitario provinciale ad una nuova lettura urbanistica per la città, ad un ripensamento della viabilità provinciale movendo interessi economici rilevanti da mettere in bilancio nella valutazione complessiva di questa operazione.
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bene sono d’accordo, ma mi piacerebbe sapere attualmente cosa si prevede per l’ospedale
Commento di patrizia priorini Marzo 26, 2008 @ 2:12 pm